Allarme buoni benzina 2025: ecco la soglia esatta che non devi superare per non pagare tasse

Nel 2025, i **buoni benzina** rientrano tra i principali **fringe benefit** previsti per i lavoratori dipendenti del settore privato. Questi voucher, largamente utilizzati sia come integrazione salariale sia come forma di welfare aziendale, sono sottoposti a specifiche **soglie di esenzione fiscale**. Rispettare tali limiti è fondamentale per evitare l’applicazione di tasse sul valore del benefit ricevuto.

Soglia di esenzione fiscale: il limite da non superare

Gli ultimi aggiornamenti normativi, introdotti dalla Legge di Bilancio 2025 e validi fino al 2027, hanno fissato due precise soglie che non devono essere superate per mantenere l’esenzione fiscale sui buoni benzina:

  • 1.000 euro all’anno per la generalità dei dipendenti privati
  • 2.000 euro all’anno per i dipendenti con figli fiscalmente a carico

Se l’importo totale dei buoni carburante assegnati supera anche di un solo euro questa soglia, l’intero valore del benefit erogato nell’anno viene tassato ai fini IRPEF e si cumula nel reddito imponibile del lavoratore, senza beneficiare dell’esenzione, secondo quanto stabilito dall’articolo 51 del TUIR.

Fringe benefit e buoni benzina: nuove regole dal 2025

Negli anni precedenti, il limite di esenzione era più basso: in passato era fissato a 258,23 euro, successivamente portato a 200 euro per esigenze di sostegno al potere d’acquisto. Tuttavia, la nuova disciplina ha innalzato i limiti, rendendo i buoni benzina uno strumento ancora più interessante per aziende e lavoratori.

I buoni benzina possono essere erogati a:

  • dipendenti a tempo indeterminato
  • lavoratori a tempo determinato
  • personale part-time o full time
  • apprendisti, stagisti e collaboratori a progetto
  • smart worker

Le aziende pubbliche sono generalmente escluse, salvo eccezioni mirate per attività private all’interno della pubblica amministrazione.

Come evitare la tassazione: la pianificazione è fondamentale

Per non rischiare di superare la soglia di esenzione fiscale e dover pagare tasse sui buoni benzina ricevuti, è essenziale il controllo continuo dei fringe benefit assegnati durante l’anno. Un errore comune consiste nel pensare che la tassazione venga applicata solo sulla parte eccedente la soglia; invece, l’intero beneficio perde l’esenzione e viene considerato reddito imponibile quando si sfora anche di una cifra irrisoria.

La soglia massima diventa quindi il punto di riferimento chiave per dipendenti e datori di lavoro:

  • Per i dipendenti senza figli a carico, la somma complessiva di tutti i buoni benzina ottenuti durante l’anno non deve superare i 1.000 euro.
  • Per chi ha almeno un figlio fiscalmente a carico, la soglia sale a 2.000 euro.

Un figlio è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo non supera i 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni.

Le aziende devono informare tempestivamente i lavoratori su quanto benefit sia stato già attribuito e verificare eventuali altri fringe benefit assegnati nello stesso anno, così da evitare sconfinamenti non voluti che comporterebbero la perdita integrale dell’agevolazione fiscale.

Pregresse modifiche e casi particolari

Nel 2024, esistevano ancora due distinte tipologie di sostegno: il **bonus benzina da 200 euro per tutti i dipendenti** e quello da 80 euro destinato specificamente alle famiglie con basso reddito. Con la nuova legge, non solo questi strumenti sono stati unificati, ma le soglie di esenzione fiscale sono state raddoppiate o quadruplicate rispetto alle precedenti disposizioni.

Occorre fare chiarezza tra le diverse forme di supporto:

  • I buoni benzina aziendali rientrano tra i fringe benefit e seguono le nuove soglie di esenzione spiegate sopra.
  • Il “bonus benzina” previsto in precedenza per tutti i dipendenti non è stato prorogato per il 2025 e non è più attivo nella stessa forma dal 1° gennaio di quest’anno.

Per quanto riguarda le modalità di erogazione, i buoni possono essere sia in formato elettronico che cartaceo. Possono essere utilizzati anche per i rifornimenti di carburante diversi dalla benzina tradizionale, come diesel, GPL, metano e – scelta sempre più diffusa – per la ricarica dei veicoli elettrici.

Implicazioni pratiche per imprese e lavoratori

Per le imprese, l’erogazione dei buoni carburante nell’ambito dei fringe benefit continua a rappresentare una soluzione deducibile integralmente ai fini IRES e IRAP, entro i limiti previsti dalla normativa. Per i dipendenti, invece, mantenersi rigorosamente al di sotto della soglia rappresenta l’unico modo per assicurarsi il bonus netto e non tassato.

Una pianificazione attenta delle politiche aziendali di welfare permette quindi di:

  • ottimizzare il vantaggio fiscale per entrambe le parti
  • evitare spiacevoli sorprese al momento della dichiarazione dei redditi
  • soddisfare i bisogni di mobilità dei lavoratori in modo concreto

In caso di **superamento della soglia**, l’importo erogato va interamente a concorrere alla formazione del reddito, con un possibile effetto penalizzante anche sul piano contributivo.

Un altro elemento da considerare è l’introduzione della dichiarazione preventiva di possesso di altri benefit. Può avvenire infatti che un dipendente riceva fringe benefit sotto varie forme (incluse polizze sanitarie o buoni spesa): la somma complessiva di tutti i benefit rientra nel tetto massimo stabilito dalla legge.

Infine, la normativa 2025 ha riportato una maggiore flessibilità alle aziende, che possono scegliere a discrezione i dipendenti destinatari dei buoni benzina, personalizzando i benefit in base alle effettive esigenze aziendali e gestendo con maggiore precisione i costi di welfare.

Sintetizzando: la soglia del bonus benzina 2025 è di 1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico e 2.000 euro per chi ne ha, e rappresenta il confine esatto oltre il quale scatta la tassazione sull’intero importo ricevuto come fringe benefit. La corretta gestione di questa soglia è cruciale per continuare a trarre il massimo vantaggio da questa forma di sostegno alla spesa carburante senza incorrere in penalizzazioni fiscali.

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